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SETTORE
Industria alimentare e delle bevande
APPLICAZIONE
Antincendio
SETTORE

Industria alimentare e delle bevande

APPLICAZIONE

Antincendio

PROBLEMA

Prevenire l’autocombustione

SOLUZIONE

Sistema di collettori e ugelli a cono pieno

La trasformazione dei sarmenti

Un produttore di macchine enologiche risolve il problema dell’autocombustione.

Il settore

La potatura delle piante di vite rappresenta, nel periodo che va da novembre a febbraio, una lavorazione che produce notevoli quantità di residui lignei -rami lunghi e per lo più sottili- detti sarmenti di vite.

Sebbene possano sembrare dei materiali privi di valore, negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo avanzamento tecnologico per il recupero e la valorizzazione di questi scarti di produzione. I sarmenti possono trasformarsi in pellet con dei processi di essiccatura e successivo compattamento, in un virtuoso percorso di differenziazione delle risorse energetiche.

Le fasi di lavorazione e trasformazione dei sarmenti

Dai sarmenti derivanti dalla potatura delle viti si ottiene principalmente pellet. Il processo avviene prima nelle vigne, raccogliendo gli scarti, per poi passare da degli essiccatori e tramite compattatori.

1 | RACCOLTA
I sarmenti vengono raccolti da terra tramite apposite trinciatrici che separano il cippato da erba e foglie;

2 | ESSICATURA
La fase di essiccatura può avvenire naturalmente in circa due mesi oppure tramite appositi macchinari in grado di abbattere sensibilmente i tempi di lavorazione;

3 | FRAMMENTAZIONE
Una volta essiccato, il materiale viene trasformato in segatura fine che sarà poi trasformato in pellet;

4 | TRASFORMAZIONE IN PELLET
La segatura -priva di altri leganti- viene compressa in pellet in appositi mulini a una temperatura compresa tra i 40 e gli 80°C.

Il problema

Il cliente che si è rivolto a PNR Italia è un produttore di macchinari per l’enologia. L’esigenza era quella di prevenire possibili incendi che potevano svilupparsi per autocombustione su un nastro che conduce i sarmenti in un essiccatore a tappeto.

L’essiccatoio raggiunge una temperatura di esercizio compresa tra i 100 e i 120 C°.

Il nastro trasportatore è lungo 11mt e largo 3mt, mentre la pressione dell’impianto a disposizione del cliente è di circa 3,5 bar.

Negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo avanzamento tecnologico per il recupero e la valorizzazione di questi scarti di produzione.

La soluzione

L’ufficio tecnico di PNR Italia ha progettato un impianto composto da due collettori lunghi quanto il nastro trasportatore posti a 70 cm dal tappeto.

Ogni collettore è equipaggiato con 10 ugelli a cono pieno a spirale E, per un totale di 20 ugelli su tutto l’impianto.

Ogni ugello è a 1,10mt dall’altro, eccezion fatta per le due estremità, in cui gli ugelli si trovano a 55 cm rispettivamente dall’inizio e dalla fine del collettore.

NASTRO TRASPORTATORE
VISTA ISOMETRICA

1 | COLLETTORI CON UGELLI EBU
2 | NASTRO TRASPORTATORE
3 | INGRESSO ESSICCATOIO

STUDIO DI COPERTURA DEL NASTRO TRASPORTATORE
PROSPETTO | PIANTA | SEZIONE

I vantaggi

L’impiego degli ugelli EBU garantisce una copertura ottimale dell’area in caso di incendi.

E

UGELLI A CONO PIENO

Gli ugelli a cono pieno E funzionano secondo il principio della deflessione del getto, deviato da una superficie con profilo a spirale che determina l’angolo di spruzzo desiderato.
La loro forma speciale minimizza l’occlusione e produce una copertura spruzzo più ampia di altri ugelli nelle stesse condizioni operative.

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